Movimenti esclusionari in mezzo a movimenti antisessisti… con un titolo discriminatorio.

Viene contestato a Giampietro la frase:
non essendo ambasciatore e quindi portatore di pene (anche se -incredibilmente eh- non picchiatore di donne)
Sapete il significato di questa frase? No? Strano, eppure gli fu contestato più volte di non sapere che significa essere vittima di violenza e\o molestia “in quanto uomo”.
Tipo: “tu sei uomo, non puoi capire che significa essere vittima di violenza”, Oppure: “tu sei uomo cisgender bianco, non sai che significa subire un abuso”
E top: “mai sentito di uno con il cazzo che subisce molestie”
Con parecchi “like” ed a rispondere che non può sapere che significa subire una molestia o abuso erano, guarda caso, alcune persone che scrivevano su Abbatto i Muri, che dovrebbero (in teoria) essere mentalmente più aperte.
Invece no.
Tu, uomo bianco cisgender, non puoi sapere.
Peccato che, in passato, sulle sue pagine abbia parlato sia di aver subito molestie e\o abusi.
Bella la discriminazione, vero?
La battuta ironica è rivolta proprio a quel frangente di persone che discrimina una persona in quanto uomo bianco (e in alcuni casi, cisgender, cosa che fa vacillare la mia disforia).
Il fatto che si siano fatte battaglie interne, dove dei frangenti pretendevano una manifestazione di “esclusionary”, ad esempio le TERF come la Terragni volevano impedire la presenza delle MTF e degli FTM.
Diverse radical volevano impedire alle operatrici del sesso di essere presenti, in quanto “promotrici di un sistema schiavista in favore del patriarcato”.
Quindi se fanno tal lavoro in piena libertà e coscienza, per scelta, sono comunque schiaviste?
Se una come lavoro vuol fare la prostituta è patriarcalista?
Interessante, spiegate meglio.
Anzi no, non voglio saperlo, ne ho lette fin troppe di motivazioni assurde.
C’è stato un problema di fondo in questa manifestazione.
All’inizio pareva che tutti questi femminismi volessero “il loro” modo di vedere.
Poi c’è stata una mediazione dopo lo scandalo Terragni, la giornalista che non voleva uomini presenti durante la marcia.
E diverse radical, che appoggiavano la Terragni, che non volevano presenti operatrici del sesso, donne MTF in quanto “hanno il cazzo, quindi sono infiltrati!!111”, uomini FTM in quanto ritenuti “traditrici del genere femminile”.
Verrà detto “è una minoranza”. Vorrei ricordare che tutte le ideologie di femminismo sono minoranze se prese una ad una rispetto all’intero insieme.
C’era un aspetto che è andato a mancare. Ci fu chi domandò via post per LA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE (si chiama così), di modificare il titolo della manifestazione da “violenza degli uomini sulle donne” in “violenza contro le donne”.
Da chi? Da donne che subirono violenze da altre donne.
Ricordo che furono fatte passare per maschiliste, patriarcaliste infiltrate. E risposte tipo “non avete capito il punto della manifestazione”.
Il punto non doveva essere la giornata mondiale CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE?
Ecco, la violenza di donne sulle donne perchè no?
Il problema “violenza” sulle donne è un tantino più esteso, e deve essere preso in considerazione in TUTTO il suo aspetto, e non solo di un tipo. Altrimenti è discriminazione.
Oppure una donna che ha subito violenza da un’altra donna diventa “meno donna”?
Ed è qua che entra in gioco la foto di Betta Belotti.
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Ed  ha subito contestazioni, dove a diverse persone è sfuggito il quadro generale della giornata mondiale contro la violenza sulle donne => qualsiasi tipologia di violenza da qualsiasi genere verso le donne. Lei criticava il titolo della manifestazione che aggiungeva “giornata contro la violenza degli uomini sulle donne”.
Un allungo mica male, che va ad essere discriminatorio… nei confronti di una minoranza di donne!!!
Difatti è anche capitato che nei centri anti-violenza “only for women” (maggioranza presente in Italia), le donne vittime di violenza da donne venissero allegramente rejectate in quanto la violenza non proveniva da un uomo.
E quindi, per “logica” dello sticchio, non è considerabile violenza.
Quindi non solo gli uomini vittime di violenza non vengono aiutati dalla maggior parte dei centri anti-violenza. Capita anche a donne vittime di violenza da altre donne. Ricordatevelo, perchè qui la scusa “una donna che ha subito un abuso non vuole trovarsi nelle vicinanze un uomo” non vale poi così tanto.
Già la definizione corretta dovrebbe essere “”una donna che ha subito un abuso non vuole subirne un altro”.
Ed anche per far notare che in nome del concetto di eguaglianza, mi pare giusto fare una discriminazione su chi può stare davanti, chessò i bianchi, chi invece deve avere i posti dietro, chessò i neri.

Ma dato che sarebbe parso razzista, hanno preferito far titolo mettendo alla luce una sola cattiveria: quella dell’uomo. Donne davanti al corteo, uomini in fondo e a cuccia.

E le donne che fanno del male ad altre donne, tranquille, avete la vagina e quindi davanti al corteo!!! ❤
buffy-bleah
Certe volte mi domando se questi giochi di potere tra varie liberal, radical e via dicendo non stiano rovinando ciò che di buono ha fatto il femminismo.
E se non stiano, ora come ora, portando solo del ridicolo all’interno di un movimento facilmente contestabile.
Partendo dal fatto che una non può essere libera di depilarsi, perchè arriva la smontata di testa a dire “sei patriarcalista, non lo devi fare!!!111”, fino a quella Terragni che “no gli uomini no” perchè a quanto pare il femminismo è solo “cosa da donne”, e mai da uomini.
Ingiustizia nelle separazioni, centri antiviolenza only for women (1-e gli uomini “sono un problema minore”, 2- diversi ma non accettano donne vittime di donne, 3-diversi non accettano MTF o FTM). Discriminazione.
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Asimmetria nei diritti riproduttivi, sessismo giuridico a parità di reato.

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Criminalizzazione di tutti gli uomini facendo le antirazziste per pararsi il culo, Criminalizzazione delle MTF e degli FTM facendo le complottare su “infiltrati” e “traditrici” come giustifica.
Criminalizzazione degli uomini vittime di violenza domestica che domandano aiuto, a cui viene risposto “ti insegnamo a a non essere violento contro le donne”. No davvero.
Immaginate la scena:
U-“Mia moglie mi picchia, mi minaccia, io non riesco a reagire, sono psicologicamente più debole di lei e sono inerme”
C.A.V.-“ti insegnamo a a non essere violento contro le donne”
U-“un secondo, qui la vittima sono i…”
C.A.V.-“E’ perchè sei violento che vieni picchiato”
U-“No, un secondo i…”
C.A.V.-“Violento!!!111”.
Vi parrà impossibile una situazione del genere, ma è più comune di quanto possiate immaginare, ovviamente non raccontato alla Nebo. Specialente le violenze psicologiche derise, mentre fanno passare l’eventuale uomo vittima per imbecille.
Poi si meravigliano quando capita questo:
https://i.imgur.com/GPX12tv.gif
Applicate una situazione simile con la violenza di donne sulle donne:
D-“Mia moglie mi picchia, mi minaccia, io non riesco a reagire, sono psicologicamente più debole di lei e sono inerme”
C.A.V.-“ma questo è un centro antiviolenza per donne”
D-“sono una donna infatti…”
C.A.V.-“E quindi chi è l’uomo che ti ha picchiata?”
D-“No, un secondo, mia moglie è una donna!”
C.A.V.-“No no no no, chi è l’uomo che l’ha picchiata?”
D- “No, ho dett..”
C.A.V.- “Si rende conto che sono gli uomini a commettere violenza sulle donne?”
In realtà, in buona parte dei C.A.V., al punto “è stata la mia compagna\moglie” vengono messe in attesa indefinita, oppure viene trattata semplicemente come un caso di violenza non domestica. Oppure può capitare una situazione simile ad un racconto alla Nebo, vista l’imbecillità di certe persone.
No, non è “assente” come situazione, e nemmeno un “problema minore”.
Quando le lesbiche erano invisibili per la società, mentre l’omosessualità maschile era punita molto più di quella femminile (quasi, perchè solitamente quella maschile viene punita con la morte), è andata avanti una cortina di ferro dove l’omosessualità femminile veniva spesso ignorata.
Ma non si parla solo di lesbiche, anche di rapporto madre-figlia, nipote-nonna, nipote-zia, che se decidi di scoparti chi vuoi ti addita con “sei zoccolahh!!11”, minacce, botte, violenza psicologica. Per non parlare del bigottismo di certe madri che vogliono imporre alle figlie di “comportarsi come donne” (aka comportarsi come dice Costanza Miriano).
Ora sul lato negativo viene trattata quasi quanto quella maschile, riguardo al positivo rimane molto spesso invisibile. E questo è uno dei motivi per cui, secondo molti, non può esistere la violenza di una donna contro un’altra donna.
E spesso usano la stessa scusa usata per negare (o minimizzare) l’esistenza di tal violenza:
– “non c’è penetrazione da una donna ad un uomo\donna”
– “noi donne fragili, uomini bestie”
– “donna contro donna? Non esiste, donna fragile è fragile”.
Ignorando spesso che viene perpetrata mediante violenza psicologica.
In questa manifestazione le donne devono essere le vere protagoniste. Come giusto che sia.
Il problema si pone con gli uomini che devono stare dietro al corteo perchè la loro categoria è il problema, e le donne vittime di violenza da donne, non pervenute.
Quindi le vittime per prime, i carnefici per secondi, le non pervenute esticazzi.
“E le donne vittime di violenza da altre donne?”
Copio\incollo due post, uno peggiore, uno non poi così tanto peggiore:
Questo tema sulla violenza delle donne contro altre donne se ne potrà parlare un altra volta. E’ un tema veramente piccolo ed insignificante in quanto non causato dal patriarcato. Si potrebbe anche ignorare per quanto poco significativo e poco esistente, ancor meno significativo degli ipotetici casi di violenza domestica dove gli uomini sono le vittime, teoria a cui già poco credo non avendo mai visto violenze di donne su uomini.
Riporto il migliore:
Si potrebbe anche fare, ma non ora, ma in un periodo più lontano dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Eh già. Questo tema di violenza sulle donne perpetrato da altre donne meglio farlo più lontano possibile dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Quella della violenza sugli uomini è un altro discorso, e per il momento lo dico sinceramente: chissenefrega.
Si tende a manifestare contro la violenza sulle donne, in maniera equa.
Il problema della violenza degli uomini sulle donne ha si la priorità in quanto problema *sistemico*.
Poi c’è chi caga fuori dal vaso.
A me è sembrato che, certe donne, abbiano fatto più una gara al protagonismo piuttosto che alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Fortunatamente non tutte, fortunatamente una minoranza.
E sono quel genere di “femministe” che rovina un movimento o una manifestazione contro la violenza sulle donne.
Logico che il fatto che fossero, per motivo sistemico, le violenze sugli uomini sulle donne.
Illogico tenere un titolo discriminatorio in una giornata che si parla di tutte le donne, e non solo della maggioranza di esse. Le minoranze ignorate sono pur sempre donne. E la giornata mondiale ha un titolo che non dovrebbe lasciare spazio ad ulteriori interpretazioni.
 Ma è questa minoranza a cui piace l’esclusione di altri e la discriminazione di genere di certe tipologie ad avermi lasciato l’amaro in bocca.
Questo genere di persone le definisco “nazifemministe”.

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